Dieci anni di Europa League: una coppa diventata per pochi

La vittoria del Siviglia nell'Europa League del 2015

Le competizioni, così come tutto il calcio, muta inevitabilmente con lo scorrere del tempo. E L’Europa League non si è sottratta a questo processo. La seconda coppa europea per importanza ha da poco compiuto il suo primo decennio di vita che, se analizzato, può già fornire diverse indicazioni su come siano cambiati i rapporti di forza tra le diverse squadre concorrenti rispetto alla vecchia Coppa Uefa.

L’Europa League secondo il formato attuale nasce nella stagione 2009/10 prendendo così il posto della gloriosa Coppa Uefa. Le modalità di accesso al torneo sostanzialmente non cambiano: si qualificano tutte le squadre europee che nei rispettivi campionati si sono piazzate subito dopo quelle che accedono alla Champions League.

L’Europa League secondo il formato attuale nasce nella stagione 2009/10 prendendo così il posto della gloriosa Coppa Uefa. Le modalità di accesso al torneo sostanzialmente non cambiano: si qualificano tutte le squadre europee che nei rispettivi campionati si sono piazzate subito dopo quelle che accedono alla Champions League.

I primi dieci anni di Europa League: com’è cambiato il panorama calcistico

Ci sono diversi aspetti che fanno pensare ad una rivoluzione riguardante negli anni l’ex Coppa Uefa. Se si guarda ai vincitori dell’ultimo decennio si nota un deciso restringimento dell’albo d’oro. In passato eravamo spesso abituati a vedere delle sorprese o comunque squadre vincitrici che sulla carta non partivano favorite. Con l’Europa League qualcosa è sicuramente cambiato. Negli ultimi dieci anni la competizione l’hanno fatta da padrona soprattutto le squadre spagnole e inglesi e quasi sempre ha vinto il torneo la squadra che ai nastri di partenza era la più accreditata.

L’albo d’oro degli Anni Dieci parla chiaro: Atletico Madrid e Siviglia hanno vinto tre volte a testa, in  due occasioni ha trionfato il Chelsea e i due restanti successi sono stati di Manchester United e Porto.  Dunque Liga e Premier League padrone assolute che fanno intendere come questa coppa sia diventata un affare ristretto ai campionati più prestigiosi. L’eccezione è rappresentata dal Porto nel 2011: ma era il Porto di Falcao, Hulk, Guarin e Fernando, una squadra quindi costruita per andare in fondo alla competizione.

Prima e dopo il successo dei lusitani ci sono state le due edizioni vinte dall’Atletico Madrid agli albori del grande ciclo aperto con la gestione Simeone. Nel 2013 la vincitrice annunciata fu il Chelsea che un anno prima trionfò in Champions League; poi cominciò l’era del Siviglia con i tre successi consecutivi (prima volta in assoluto per un club). Nel 2017 un altro successo annunciato: quello del Manchester United di Mourinho. Poi di nuovo Atletico Madrid e Chelsea tra i favori del pronostico.

La vittoria del Chelsea nell’edizione del 2012-13

La prima edizione degli Anni Venti non fa eccezione poiché in finale sono arrivate a giocarsela una squadra italiana, l’Inter, e una spagnola, il Siviglia – probabilmente le due squadre più forti del torneo per quello che hanno fatto vedere sul campo soprattutto nella fase finale.

La Coppa Uefa era stata più “democratica” in tal senso dal momento che avevano trovato gloria anche squadre russe, turche, olandesi o persino ucraine (lo Shakhtar Donetsk è stato il vincitore dell’ultima edizione della Coppa Uefa nel 2009).

Una coppa “per pochi”: le possibili cause

A cosa è data questa trasformazione  in direzione “elitaria” dell’elenco di vincitori? Probabilmente l’Europa League è diventata recentemente una competizione molto più ambita e questo ha fatto sì che le squadre più forti sulla carta e con più mezzi a disposizione abbiano spazzato via tutte le altre pretendenti. La Coppa Uefa in particolare negli anni Duemila era stata campo di molte turnazioni anche nelle squadre più forti e ciò ha lasciato spazio alle outsiders.

Inoltre l’E.L. è vista da molti come una competizione piuttosto lunga e sfiancante per via del maggiore numero di partite che propone rispetto alla Champions. Infatti, dopo le sei partite del girone – precedute per molte squadre dai turni preliminari – si passa ai sedicesimi di finale e non direttamente agli ottavi: un aspetto che potrebbe certamente favorire chi è dotato di rose più lunghe e attrezzate per affrontare questo girone infernale.

Europa League: quale futuro

Siamo in un momento storico in cui è arduo pronosticare qualunque cosa possibile nel mondo del calcio stante la situazione globale. L’andamento preso negli ultimi anni fa pensare che l’Europa League sarà sempre più una competizione meno aperta a sorprese finali prediligendo invece le corazzate che ci si ritrovano a partecipare. Ma il calcio post pandemia è ancora tutto da scrivere così come la storia delle sue competizioni.

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